Classifica episodi Love, Death + Robots




La serie animata creata da Tim Miller e prodotta, tra gli altri, da David Fincher, è una raccolta di 18 episodi che si destreggiano tra generi e stili diversi senza una vera e propria trama comune.
Finali a sorpresa e fantascientifiche distopie, in rappresentazioni che vanno dai 6 ai 17 minuti, si susseguono a costituire un’antologia che nel suo complesso sciocca, eccita e fa riflettere.

Con la collaborazione di Niccolò Collalti.

Questa è la nostra classifica degli episodi:

18) Notte dei pesci

Abbiamo messo questo episodio all’ultimo posto perché, sinceramente, non l’abbiamo capito.
L’intento forse era psichedelico ma non arriva, la storia non è avvincente e non lascia niente allo spettatore.
Apprezzabile solo l’uso dei colori, sfruttati con sapienza per redimere un episodio da vedere sotto LSD.

17) Punto Cieco

Una gang di cyborg rapinatori, scenario post-apocalittico, una corsa alla mad max: fury road, presupposti ottimi per un episodio che però delude.

16) Tute meccanizzate

Banale dall’inizio alla fine, ammettiamo che l’idea di essere circondati da un muro di contenimento sotto attacco mette ansia ma al di là di questo animazione, sviluppo e personaggi non ci hanno affascinati.

15) Il Succhia-Anime

Intrappolati in una grotta dominata da Vampiri assetati di sangue ma terrorizzati dai gattini, what the what?

14) Discarica

L’animale da compagnia più brutto di sempre e un vecchio sporchissimo, meno invitante di così si muore…

13) Buona Caccia

Ambientazione orientale per questo episodio di cui non siamo riusciti ad apprezzare il significato, non il peggiore ma decisamente non tra i primi.

12) Era Glaciale

L’unico degli episodi girato in real life, il cambio di stile a cui la serie ci aveva abituato lo salva in parte da un’interpretazione noiosa.
La vita evolve anche negli spazi più angusti, che fareste se vedeste in time lapse l’intera storia di una civiltà?

11) Dolci Tredici Anni

Fantascienza allo stato puro, di per sé l’episodio non è pessimo ma non è certo degno di lode, piatto…

10) Alternative Storiche

La storia con i “se” e con i “ma” non si fa ma a Netflix non importa, usciamo dalla parte bassa della classifica con il migliore dei peggiori, una carrellata di (appunto) “alternative storiche” leggermente superficiale secondo noi.

9) Dare una mano

Dal titolo premonitivo questa animazione iper-realistica colpisce per il finale alla “127 ore”, oltre a questo e a un gioco di parole di cattivo gusto non ha molto altro da offrire ma merita comunque un posto a metà classifica.

8) Mutaforma

Un giorno combatteremo fianco a fianco con i lupi mannari, siamo pronti a superare i pregiudizi?
Il combattimento finale tra uomini-lupo nudi salva in corner un episodio che, per il resto, può forse essere considerato un confuso e un po’ banale messaggio anti-razzista.

7) Guerra Segreta

Comrads, preparatevi per combattimenti all’ultimo sangue contro mostri terrificanti.
Mistero e sacrificio in questo corto animato emozionante, we like that.

6) Tre robot

Il nostro mondo è stato distrutto ma come è successo? Ormai siamo un sito archeologico.
Tre simpatici robot ci porteranno in visita tra le rovine della nostra civiltà, fa pensare no? (Miao)

5) Zima Blue

Un altro episodio tratto da un racconto di Alastair Reynolds, forse il più introspettivo, Zima è un artista misterioso, un genio, ma c’è qualcosa di lui che non sappiamo…

4) La testimone

Una fuga e un eterno ritorno, fantascienza e paranormale si intrecciano in questa storia psichedelica.
Un assassino e una vittima, chi deve scappare da chi?

3) Il vantaggio di Sonnie

Scene di nudo (anche se animato) e violenza splatter, potrà non essere l’episodio più filosoficamente elaborato o profondo ma l’intrattenimento è garantito al 100%.

2) Il dominio dello yogurt

Ad alcuni piace corto!
Il più breve degli episodi (solo 6 minuti) è anche tra i più efficaci, yogurt senzienti dominano il mondo e risolvono i problemi dell’umanità, come faremo quando ci lasceranno?

1) Oltre Aquila

Questo episodio, tratto da un racconto breve di Alastair Reynolds, vince per una grafica quasi-realistica impressionante e una storia il cui finale vi farà rabbrividire.
E’ meglio una dolce illusione o un’atroce verità?
Scene esplicite e domande profonde, cosa si può chiedere di più da 17 minuti su Netflix?

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