Black Mirror (Stagione 5) – Recensione




Anno: 2019 Ideatore: Charlie Brooker

RECENSIONE (senza SPOILER)
È finalmente tornata, con tre nuovi episodi, la serie targata Netflix più scioccante di sempre: BLACK MIRROR.
Una serie televisiva che in otto anni ha dettato lo standard per tutto un genere, ispirando successi come YOU e LOVE DEATH & ROBOTS.
Ambientazioni, musiche, personaggi e storie sono studiate per scandagliare a fondo gli aspetti più inquietanti e assurdi dell’attualità, il filo comune è l’alienazione dell’io di fronte al progresso tecnologico che, in tante delle sue sfaccettature, spersonalizza e ci rende infine meno umani.

Un cast d’eccezione in cui compaiono, tra gli altri, Anthony Mackie (Falcon degli Avengers), Andrew Scott (l’odiabile Moriarty in Sherlock Holmes) e Miley Cyrus (aka Hanna Montana), ci accompagna in questa nuova stagione che complessivamente supera di poco le tre ore in tre episodi, come sempre sconnessi tra loro.
La chiave di lettura sembra essere leggermente cambiata rispetto all’impostazione originale, siamo stati abituati a scenari totalmente distopici in cui la tecnologia o il progresso hanno portato la società a un punto di non ritorno in cui i personaggi facevano a volte solo da sfondo per mostrarci cosa potrebbe succedere, come potremmo diventare.
Qui invece le persone prendono il controllo, adesso è la nostra natura, le nostre insicurezze, i nostri rimpianti o la nostra stessa malvagità a rendere della tecnologia un arma che, consapevolmente o meno, possiamo usare per ferire gli altri.
In generale si può dire che questa non sia la stagione meglio riuscita della serie, mancano i finali sconvolgenti, alcuni dettagli sono fuori posto e a tratti risulta quasi forzata e leggermente noiosa.
Purtroppo ricompaiono alcuni cliché che speravamo venissero evitati e manca la genialità che alcuni episodi delle stagioni precedenti hanno mostrato.
Sinceramente il trend pare essere decrescente da almeno due stagioni, il film interattivo Bandersnatch non ha avuto il successo atteso e il tentativo di renderlo reale sui social è parso ancora più deludente, al limite dell’imbarazzante.
La speranza è che questa non sia la morte di uno show da cui noi spettatori ci aspettiamo ancora molto quindi per adesso rimaniamo in attesa, magari avrà ancora belle sorprese da regalarci.

Gli episodi, in ordine di pubblicazione sono i seguenti:

STRIKING VIPERS
Il primo episodio tratta di due amici e di come la loro passione per un gioco metterà a dura prova le loro sicurezze, il loro rapporto e quello con i loro cari.

SMITHEREENS
Un uomo non sopporta più le persone che stanno sempre al telefono e decide di rapire un giovane stagista della Smithereens (una specie di Facebook fittizio) per parlare col suo boss Billy (una specie di Zuckerberg hippy), cosa lo ha spinto a tanto? cosa gli vorrà dire?

RACHEL, JACK AND ASHLEY, TOO
Due sorelle e una popstar repressa (Miley Cyrus) vedranno le loro storie intrecciarsi per una serie di spiacevoli eventi.

L’episodio meglio riuscito è decisamente il secondo, Smithereens, forse semplicemente il meglio recitato grazie all’incredibile talento di Andrew Scott.
Siamo nella testa di un uomo devastato e pronto a tutto, non sappiamo come finirà ma, chiamiamola sindrome di Stoccolma, sarà impossibile non affezionarsi al personaggio e provare per lui compassione ed empatia.



Striking Vipers riprende il tema della realtà virtuale, la storia di per se è interessante ma da BM ci si aspettava di più, non c’è critica sociale, non c’è morale.
Il tutto sembra intrattenimento forzato, pollice in basso.

Rachel, Jack and Ashley, Too potrebbe essere tra i peggiori episodi dell’intera serie.
Sebbene rivedere Miley attrice faccia molto piacere, la puntata sembra più un suo grido d’aiuto che non un vero e proprio episodio, qualcuno indaghi sul suo manager!

VOTO


















5.5/10