Afterlife – Recensione




Anno: 2019 Ideatore: Ricky Gervais Cast: Ricky Gervais

TRAMA
La serie segue le vicende di Tony (Ricky Gervais) il quale ha da poco perso la moglie.
Caduto in depressione fa costanti riferimenti al suicidio e decide di vivere la sua tristezza come un superpotere, ora è libero di fare e dire ciò che vuole a chi vuole ma dovrà vedersela con chi, volendogli ancora bene, fa di tutto per fargli tornare l’amore per la vita.



RECENSIONE (senza SPOILER)
Ricky Gervais è un comico di talento che ha già collaborato con Netflix per il suo ultimo stand-up comedy special “Humanity” (che consiglio a tutti di vedere).
In questa breve serie da sei puntate, nei panni di Tony, riesce a farci pensare, piangere a dirotto e ridere sfruttando l’umorismo dark e misantropo che caratterizza i suoi show.
Tony lavora come giornalista per il settimanale locale gratuito gestito dal cognato, la prima puntata lo coglie in un momento molto difficile, la morte di sua moglie lo ha lasciato depresso, vuoto e arrabbiato e il suo modo di affrontare la perdita consiste nell’allontanare tutti quelli che cercano di aiutarlo.
In poche puntate Ricky Gervais, con una brillante interpretazione, ci presenta un personaggio che impariamo velocemente a compatire ed amare, è una persona buona ma ha perso la persona che ama e con essa la voglia di vivere, i vari stadi del lutto daranno lo spunto per una crescita spirituale e psicologica che termina con un vero e proprio inno alla vita.
I personaggi secondari non sono inizialmente ben definiti, sono lì solo in funzione di Tony che, preso dalla sua tristezza, ha smesso di pensare agli altri; li conosceremo meglio man mano che l’amarezza si scioglierà e Tony si renderà conto che fare buone azioni lo rende più felice dell’essere burbero e arrabbiato con il mondo.
Alcuni temi vengono trattati con ricorrenza tra cui la depressione e il suicidio, il modo in cui Tony ne parla nella serie è lo stesso con cui Ricky Gervais ci scherza nei suoi spettacoli, può apparire crudo e spietato ma toglie i veli ad una realtà che purtroppo riguarda molte persone e che forse andrebbe affrontata, nei giusti termini, in modo ugualmente diretto.

VOTO


















7/10